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                <title>Amore, odio, fede. Il cuore batte dove la lingua duole.</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
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                                                <pubDate>Tue, 18 Jun 2013 21:00:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Amore, odio, fede. Il cuore batte dove la lingua duole.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Dalla contesa fra due paesi per la reliquia di Padre Pio ai palpiti di Dante per Beatrice al miliziano che ruba la vita al suo nemico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Il cuore, ah il cuore. Quante guerre scatena il cuore, e non solo in amore. Pietrelcina e San Giovanni Rotondo si contendono il cuore di Padre Pio in una guerra di devozione e turismo. La contesa sulla reliquia, tra ius soli e ius sanguinis, si fa santa e barbarica, antica e pugnace come fu la vita e l'opera del frate miracoloso con le stimmate, in odore di Medioevo in pieno '900.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Il cuore, la parte più spirituale del nostro corpo, e la più sanguigna, la più impressionante a vedersi nella sua corporalità (una volta lo vidi pulsare sul monitor). Suscita tenerezze, ma anche scontri cruenti. Il cuore conteso di Padre Pio evoca l'immagine terribile e recente di una mano che stringe il cuore sanguinante di un uomo. Immagine proibita che perciò ha fatto il giro del mondo, del web e delle tv. Un ribelle siriano brandiva e mangiava il cuore strappato dal petto del nemico. Non era solo un trofeo di guerra per sancire la vittoria e offrirla in pasto ai media del mondo. Non era solo l'atto simbolico di chi dice col sangue che prenderà il posto della vittima. Ma qualcosa di più ancestrale, un rito brutale di comunione e incarnazione, la vendetta coincideva con l'assunzione dell'energia vitale del suo rivale, di cui diventava, con una religione atroce e cannibale, erede e sicario. Lo sguardo invasato e la mano che porgeva il sanguinoso bottino suggeriva la liturgia: prendete e mangiatene tutti, questo è il suo corpo, offerto in sacrificio per noi. Bevetene tutti, questo è il suo sangue offerto in gloria di me. Il suo corpo ora è incorporato nel mio, la sede del suo ardore è cibo che nutre le mie vene.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;La terribile sequenza esposta come una sacra ostensione agli occhi del mondo riapre antiche ferite della memoria, sepolte nei secoli antichi e nelle opere letterarie. Il ricordo (che significa proprio tornare al cuore) risale alla Vita Nova di Dante che narra di un sogno profetico su Beatrice. Il Poeta, fedele d'Amore, descrisse in un sonetto un sogno iniziatico di cui era vittima sacrificale e che fu presagio funesto per colei che, amatissima, mangiava nel sogno il suo cuore. «Allegro mi sembrava Amor tenendo meo core in mano ... d'esto cuore ardendo, lei paventosa umilmente pascea ... le facea mangiare questa cosa che in mano li ardea, la quale mangiava dubitosamente». Vide cor tuum (Vita Nova, III). Dopo Dante anche Boccaccio raccontò nel Decamerone l'atroce storia di una moglie adultera che mangiò a sua insaputa il cuore ardente del suo amante offertole dal consorte geloso che Boccaccio stesso così riassume: «Messere Guiglielmo Rossiglione dà a mangiare alla moglie sua il core di Messer Guiglielmo Guardastagno, ucciso da lui e amato da lei; il che ella sappiendo, poi si gitta da una alta finestra in terra e muore; e col suo amante è sepellita» (Decamerone, IV, 9). Se il sogno dantesco serbava accenni esoterici di profezia, la novella boccaccesca, pur coeva, rientrava nell'umana, solo umana, e perciò disumana vendetta. Il primo era leggenda medievale, il secondo era già moderna cronaca nera. Caterina da Siena chiese che le fosse estirpato il cuore per far posto nel suo petto al Sacro Cuore del redentore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Il cuore, ah il cuore. Sede del tormento di vita e di fede, l'agostiniano inquietum cor nostrum. Sede del linguaggio verace, secondo Paracelso, e di acute ragioni ignote alla ragione medesima, secondo Pascal. Sede del coraggio, dal Cuor di leone agli intrepidi eroi dal cuore ardimentoso. Sede della generosità di chi ha il cuore buono. Ma soprattutto sede d'amore, d'ogni amore, erotico, mistico e materno. L'Italia crebbe per un secolo col libro Cuore di de Amicis, che costituì il fulcro del sentimento patriottico e famigliare, morale e romantico. Poi il cuore straripò dai languori scolastici e dagli usi civici e si fece lirico e privato, senza smettere di essere popolare. Si accoppiò in rima baciata con amore nelle opere e poi nelle canzoni. Troneggiò nella canzone napoletana fino a rendere l'organo squisitamente partenopeo, abbinato all'anema; ma anche la canzone romanesca, da Gabriella Ferri ai Vianella, si raccolse intorno al core. Vi fu pure una versione cardio-rock con Little Tony, cuore matto &amp;amp; spada nel cuore, fino a Nicola di Bari che attribuiva all'organo la sua volubilità in amore: che colpa ne ho se il cuore è uno zingaro e va. Il rubacuori in versione rom. Il cuore diventò petulante e stucchevole password per accedere al sentimento popolare e all'universo femminile prima del femminismo. Abbandonato alla canzone e alla cardiopatia, tra Rita Pavone e Barnard il cardiochirurgo, il cuore è stato riabilitato nei piani alti della cultura dal «pensare col cuore» di Hillman al Cuore intelligente di Finkielkraut, dalla ristampa di Cuore avventuroso di Jünger al Cuore ribelle di Venner e sullo sfondo il Cuore di tenebra di Conrad. Va' dove ti porta il cuore e troverai il pensiero ardente e ardito e non solo Susanna Tamaro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Una leggenda siciliana, ripresa da Dacia Maraini, narra di un uomo che per uno sciagurato patto col diavolo uccise sua madre e le strappò il cuore. Correndo dopo il delitto nei boschi, inciampò, cadde e il cuore di sua madre, rotolando, gli chiese apprensivo se si fosse fatto male. Il cuore di una madre non smette di preoccuparsi di suo figlio anche quando questi le strappa il cuore... Del cuore materno mi resta conficcata nel cuore l'immagine di mia madre; tanti anni fa tornai a casa da Roma dopo aver saputo che aveva avuto un infarto e la trovai in cucina in vestaglia da convalescente con un grande cuore di stoffa tra le mani. Mi sovvenne allora la prima immagine di un cuore fuori dal suo corpo che vidi da bambino: è il mezzo busto di un Gesù che si sporgeva e ancora si sporge sul lettone dei miei genitori, col Sacro Cuore che esplode nel petto mentre benedice chi dorme sotto di lui e a loro rivolge il suo sguardo. Quel cuore fiammeggiante che sovrasta il luogo d'unione dei genitori, consacrava ai miei occhi puerili il cuore come l'anima inviolabile del corpo, la sua scatola rossa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Vederlo ora così violato nella dannata euforia di chi lo ghermisce e lo mostra al mondo, turba come la profanazione peggiore della propria infanzia e di quell'arnese divino custodito nei corpi. Ma anche vederlo conteso tra campanili come una reliquia appetibile desta sconcerto. Il cuore è la sede simbolica dell'anima e strappare a un uomo il suo cuore è più che ucciderlo. Anche un cuore che ha cessato di battere dentro il suo petto, è la promessa che altri battiti, non cardiaci ma d'ali, porteranno in salvo il cuore spirituale di un uomo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/news/cultura/amore-odio-fede-cuore-batte-dove-lingua-duole-925504.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://www.ilgiornale.it/news/cultura/amore-odio-fede-cuore-batte-dove-lingua-duole-925504.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/autore/marcello-veneziani-46407.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Marcello Veneziani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>MALI ANCORA NESSUN ACCORDO TRA GOVERNO E RIBELLI TUAREG</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
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                                                <pubDate>Tue, 18 Jun 2013 19:00:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;MALI ANCORA NESSUN ACCORDO TRA GOVERNO E RIBELLI TUAREG&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Dopo il fallimento di serrate trattative a Bamako, un nuovo round negoziale si è aperto a Ouagadougou tra rappresentanti del governo maliano e esponenti della ribellione tuareg. I mediatori del Burkina Faso, a nome dei paesi dell’Africa occidentale, si sono tuttavia detti “fiduciosi” sulla prossima firma di un accordo di pace che consenta il ritorno dell’amministrazione e dell’esercito maliano a Kidal, il capoluogo nord-orientale ancora controllato dai ribelli del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla) e da altre formazioni armate tuareg. I tempi stringono visto che, anche dietro pressioni della comunità regionale ed internazionale, le autorità di Bamako hanno convocato elezioni presidenziali per il 28 luglio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Annunciata più volte come imminente, la firma di un accordo è già slittata nel corso della settimana. Nemmeno il capo della diplomazia burkinabé Djibrill Bassolé in visita a Bamako nei giorni scorsi, accompagnato da una folta delegazione di partner locali ed occidentali, è riuscito a convincere il presidente di transizione Dioncounda Traoré a siglare l’intesa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Disarmo e acquartieramento dei gruppi ribelli ma anche i mandati di cattura spiccati dalla giustizia maliana contro alcuni capi dell’Mnla sono, secondo fonti di stampa locale, i due punti sui quali le autorità di Bamako non sono pronte a compromessi. L’Mnla e l’Alto consiglio per l’unità dell’Azawad (Hcua) chiedono che il disarmo dei combattenti abbia inizio dopo le presidenziali e che il futuro esecutivo riconosca uno “statuto speciale” all’Azawad, l’estesa regione desertica al nord del paese. Bamako, oltre a respinge l’utilizzo stesso del termine di Azawad, vuole accelerare il processo di disarmo e non intende revocare i mandati di cattura. Più pessimisti, alcuni mediatori occidentali hanno riferito ai media che “l’attuale governo maliano è fragile, l’opinione pubblica si è surriscaldata su temi sensibili quindi la finalizzazione di un accordo rischia di richiedere un po’ di tempo”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Nella delegazione governativa sono stati integrati tre ufficiali dell’esercito regolare per definire le modalità del dispiegamento delle truppe a Kidal: per Bamako dovrebbe avvenire in tempi molto rapidi, appena firmato l’accordo. Il ritorno delle forze regolari maliane dovrebbe essere monitorato dai soldati francesi dell’operazione Serval e dai caschi blu che l’Onu dovrebbe dispiegare dal 1° luglio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;[VV]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.misna.org/altro/ancora-nessun-accordo-tra-governo-e-ribelli-tuareg-14-06-2013-813.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://www.misna.org/altro/ancora-nessun-accordo-tra-governo-e-ribelli-tuareg-14-06-2013-813.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>NIGERIA EMERGENZA ALIMENTARE PER OLTRE DIECI MILIONI DI BAMBINI</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
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                                                <pubDate>Tue, 18 Jun 2013 17:03:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;NIGERIA EMERGENZA ALIMENTARE PER OLTRE DIECI MILIONI DI BAMBINI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Quasi undici milioni di bambini con meno di cinque anni soffrono di disturbi della crescita causati da un’alimentazione insufficiente: i dati sono stati diffusi dalla Nutrition Society of Nigeria, un’organizzazione non governativa radicata sul territorio del paese più popoloso dell’Africa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;“Circa dieci milioni e 900.000 bambini con meno di cinque anni di età – ha sottolineato durante una conferenza stampa ad Abuja Ngozi Nnam, presidente della Nutrition Society of Nigeria – soffrono di disturbi della crescita a causa della malnutrizione, un problema che ne compromette lo sviluppo fisico e cognitivo”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Secondo gli esperti dell’organizzazione, in Nigeria un bambino su tre muore a causa di un’alimentazione insufficiente. Stando a questi dati, l’emergenza è tra le più gravi al mondo, inferiore per intensità solo a quella in corso in India.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Nnam, d’altra parte, ha sottolineato che il problema è allo stesso tempo umanitario ed economico. Secondo il presidente della Nutrition Society of Nigeria, “la malnutrizione minaccia di ridurre del 20% il reddito pro capite e determina una contrazione del Prodotto interno lordo di almeno il 3%”. La Nigeria ha una popolazione di 160 milioni di abitanti. Dopo il Sudafrica, è la prima potenza economica dell’area sub-sahariana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;[VG]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.misna.org/economia-e-politica/emergenza-alimentare-per-oltre-dieci-milioni-di-bambini-11-06-2013-813.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://www.misna.org/economia-e-politica/emergenza-alimentare-per-oltre-dieci-milioni-di-bambini-11-06-2013-813.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>LIBERIA NEL PARCO DI SAPO NASCE IL CENTRO PER LA BIODIVERSITÀ</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
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                                                <pubDate>Tue, 18 Jun 2013 13:00:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;LIBERIA NEL PARCO DI SAPO NASCE IL CENTRO PER LA BIODIVERSITÀ&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Lo scatto dei gatti dorati africani, la potenza degli ippopotami pigmei, le forme e le ombre cangianti delle Brachystegiae leonensis: si studierà anche questo nel Centro per la tutela della natura inaugurato nel Parco nazionale di Sapo, la più grande area protetta di foreste tropicali della Liberia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;La cerimonia di inaugurazione, riferisce il quotidiano di Monrovia The Informer, è coincisa con il trentesimo anniversario della nascita del parco. Nato grazie a un’iniziativa dell’Università della Liberia, sostenuta da istituti scientifici e organizzazioni non governative straniere, il Centro costituirà un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale. Il cuore della sua attività, per altro, sarà la formazione di esperti liberiani nella tutela della biodiversità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Situato nella contea di Sinoe, nel sud-est del paese, il Parco nazionale di Sapo è&amp;nbsp;una delle aree protette più estese dell’Africa occidentale. Ospita 125 specie di mammiferi e 590 di uccelli, oltre a una grande varietà di piante e alberi endemici dell’Alta foresta guineana. Tra queste figurano molte a rischio estinzione, come il gatto dorato o la civetta africana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;[VG]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.misna.org/primo-piano/nel-parco-di-sapo-nasce-il-centro-per-la-biodiversita-13-06-2013-813.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://www.misna.org/primo-piano/nel-parco-di-sapo-nasce-il-centro-per-la-biodiversita-13-06-2013-813.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>Burocrazia: la piaga delle pmi</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
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                                                <pubDate>Tue, 18 Jun 2013 11:00:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Burocrazia: la piaga delle pmi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Le imprese, già provate dalla crisi e dall’indebolimento dei mercati, sono in ginocchio a causa della pressione fiscale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;La&amp;nbsp;crisi economica&amp;nbsp;non è l’unico nemico delle imprese italiane perché, a condizionarne l’efficienza, ci si mette la&amp;nbsp;burocrazia. Confartigianato, infatti, ha fatto notare come, in soli 5 anni, siano state introdotte ben 228 nuove norme fiscali, mentre solo 67 sono state le semplificazioni. La&amp;nbsp;pressione fiscale&amp;nbsp;rappresenta la goccia che fa traboccare un vaso già colmo, e che fa finire nelle casse dello Stato ben 68,3 euro ogni 100 guadagnati. In&amp;nbsp;Germania&amp;nbsp;si arriva al 46,8%, mentre né&amp;nbsp;Spagna&amp;nbsp;né&amp;nbsp;Gran Bretagna&amp;nbsp;arrivano al 40%.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Nessuno, almeno in Europa, fa peggio di noi, e quel rapporto 1:4 tra semplificazioni e complicazioni rende anche l’attività più dinamica difficile da portare avanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Sembrava che qualcosa dovesse cambiare durante il&amp;nbsp;Governo Monti, grazie all’intervento di saggi e tecnici, ma le speranze si sono presto affievolite. Ad aumentare è stata solo la pressione fiscale, che durante il governo precedente ha guadagnato 1,8 punti percentuali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Con un’impennata del debito pubblico, arrivato a 122 milioni, e gli accessi al credito sempre più flebili, si sono persi 65 milioni di euro, quelli che servirebbero, almeno in parte, a risanare le sorti della produttività nostrana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/news/economia/burocrazia-piaga-delle-pmi-926134.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://www.ilgiornale.it/news/economia/burocrazia-piaga-delle-pmi-926134.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/autore/giornale-impresa-53649.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;il giornale impresa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>L’infinita ricerca dell’infinito</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
                                                <category>libri e fumetti</category>
                                                <pubDate>Mon, 17 Jun 2013 21:00:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;L’infinita ricerca dell’infinito&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;L’infinito ci perseguita. Questo concetto ritorna nelle lettere che&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a title=&quot;Don De Lillo&quot; href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=nCZG0HPatzo&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Don De Lillo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a title=&quot;Wallace&quot; href=&quot;http://www.minimumfax.com/libri/scheda_autore/101&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;David Foster Wallace&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;si sono scritti a intervalli più o meno regolari nei primi anni di questo secolo. L’interruzione è avvenuta perchè a un certo punto Wallace ha detto basta. Non con De Lillo ma con la vita. Non si sa quasi nulla di questo scambio epistolare. Solo che i due, il patriarca postmoderno ormai settantaciquenne e quel diamante pazzo con la bandana in testa, sentono che il romanzo non può sottrarsi alle stesse sfide delle matematica e della fisica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Non c’è via d’uscita, per due motivi semplici ma drammaticamente profondi. Il primo estetico. Tutti e due sono convinti che il linguaggio dei numeri ha una poesia e una creatività superiore a quello delle parole. È quel vecchio problema dell’inesprimibile, una sorta di afasia che ti fa sentire il linguaggio, vuoto, inutile, o semplicemente non adeguato per raccontare la vita e il mondo. Qualcosa che ti fa sentire stupido. Wallace pensava che la matematica fosse sexy e trovava molto triste che le persone «normali» non potessero di solito gustare la bellezza artistica dell’astrazione. Wallace ci prova a raccontare al suo pubblico la seduzione della matematica. Lo fa in&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a title=&quot;Tutto e di più&quot; href=&quot;http://www.ilpost.it/2011/10/01/la-storia-dellinfinito-di-foster-wallace/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Tutto, e di più. Storia compatta dell’Infinito&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;(Codice, pagg. 262).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Questo libro, che può essere considerato un saggio-romanzo che parte dalla matematica di Georg Cantor e la sua teoria sugli insiemi e ti porta ai confini pensabili dell’infinito, è uscito per la prima volta in Italia nel 2005, ora torna con una nuova traduzione. Per capirsi Tutto, e di più può essere considerato il lato B di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a title=&quot;Infinite jest&quot; href=&quot;http://www.fandango.it/scheda.php/it/infinite-jest/457http:/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Infinite Jest&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;, il romanzo capolavoro di Wallace. De Lillo stranamente parla di Tutto, e di più nella prefazione di&lt;/span&gt;&lt;a title=&quot;questa è l'acqua&quot; href=&quot;http://www.einaudi.it/speciali/David-Foster-Wallace-Questa-e-l-acqua&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Questa è l’acqua&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;(Einaudi), un altro romanzo di DFW. E scrive: «Tutto, e di più potrebbe anche essere la descrizione del romanzo Infinite Jest, una serissima beffa sulle forme di dipendenza dell’umanità. Possiamo immaginare i suoi testi narrativi e i suoi saggi come stralci di rotoli da un lontano futuro». In quei rotoli ci sono solo frammenti dell’enigma dell’umanità e forse una grande solitudine che ci fa attaccare a tutti i nostri vizi e alle nostre paure. Noi rispondiamo al «non so» rifugiandosi nella dipendenza, come burattini innamorati del proprio filo. L’effetto è comico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Se in Infinite Jest Wallace narra un mondo dominato da un caos apparente, nel suo libro matematico mostra il cosmos, tutto quello che insomma nel romanzo sfugge agli occhi dei protagonisti. Non perchè sono ciechi ma perchè non hanno una teoria per interpretare il reale. E qui arriviamo alla seconda questione che destabilizza Wallace e De Lillo. Tutti e due cercano disperatamente di fare i conti con l’identità. È un «non so chi sono» metafisico e resta la colonna sonora dei loro romanzi. È una voglia disperata di infinito che li porta a ragionare sul malessere della dipendenza, del rifugiarsi in qualcosa di umano che non basta, sulla difficoltà di concepire l’individuo come qualcosa di irrilevante, fino ad arrendersi all’evidenza dei fatti, questo almeno fino a quando non verrà risolta l’equazione del tutto. È quel qualcosa che manca che li ossessione, lo spazio bianco che rende incomprensibile le vicende che stanno narrando. Ma il segreto delle loro storie è proprio lì, nel non detto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;È l’enigma anche delle nostre storie, quelle che trovate nei giornali di questi giorni. Immaginate un neutrino che va da A a B. Scoprite, come è successo, che compie questo tragitto in un tempo più veloce della luce. Non sapete assolutamente perchè. Facciamo qualche ipotesi. È assurdo, ma davvero è più veloce della luce. Oppure il cronometrista ha sbagliato a prendere il tempo. O ancora il neutrino è saltato in una dimensione parallela prendendo una sorta di scorciatoia e aprendo infinite possibilità alla nostra concezione di universo, tempo, luogo e in fin dei conti anche di uomo. Lo spazio bianco sul viaggio del neutrino è il senso profondo di gran parte della letteratura post moderna. Noi siamo quello che non sappiamo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;È lo stesso Wallace a rivelare durante un’intervista a Michel Silverblatt che Infinite Jest ricorda un frattale: «È proprio una delle cose su cui si basa il romanzo. È in effetti strutturato come una cosa che si chiama triangolo di Sierpinski, un tipo primitivo di frattale piramidale». Che cos’è? Lasciamo a un matematico, Roberto Natalini, la risposta: «Si parte con un triangolo equilatero e si elimina il triangolo centrale con i vertici posti sul punto medio di ogni lato. Questo ci lascia con tre triangoli pieni e uno vuoto. Per ognuno dei triangoli pieni si ripete questa operazione. Il triangolo di Sierpinski è il limite di questa procedura ripetuta un numero infinito di volte. In Infinite Jest compare a pagina 254, sul muro della camera del protagonista Hal, dove c’è ne è uno enorme disegnato a mano». Tutto quello che non avete capito di Foster Wallace è nello spazio bianco all’interno del triangolo. Aveva ragione Borges nel Giardino dei sentieri che si biforcano: «In un indovinello sulla scacchiera qual è l’unica parola proibita? La scacchiera».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://blog.ilgiornale.it/macioce/2013/06/02/linfinita-ricerca-dellinfinito/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://blog.ilgiornale.it/macioce/2013/06/02/linfinita-ricerca-dellinfinito/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>In America è boom di vendite per il libro &quot;1984&quot;</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
                                                <category>libri e fumetti</category>
                                                <pubDate>Mon, 17 Jun 2013 20:00:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;In America è boom di vendite per il libro &quot;1984&quot;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;L’opera deve il suo nuovo successo allo scandalo scoppiato dopo le rivelazioni del giovane informatico Edward Snowden, che ha svelato al mondo alcuni dettagli sul programma di sorveglianza dell’intelligence statunitense&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Il&amp;nbsp;Grande Fratello, il personaggio immaginario creato da George Orwell nel suo celebre libro &quot;1984&quot;, sta avendo un nuovo successo commerciale alimentato, molto probabilmente, dallo scandalo intercettazioni che coinvolge l’intelligence americana, come rivelato dallo scoop del quotidiano britannico Guardian.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Su Amazon le vendite di &quot;1984&quot; non hanno cessato di aumentare negli ultimi giorni. Il romanzo, pubblicato nel 1949, un anno prima della morte del suo autore, alle 16,30 italiane era uno dei cinque libri più venduti delle ultime 24 ore, ed era balzato dalla 6.208 posizione alla 193esima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;L’opera deve il suo nuovo successo allo scandalo scoppiato dopo le rivelazioni del giovane informatico&amp;nbsp;Edward Snowden, che ha svelato al mondo alcuni dettagli sul programma di sorveglianza dell’intelligence statunitense. Nella società che Orwell descrive, ciascun individuo è tenuto costantemente sotto controllo delle autorità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/news/cultura/america-boom-vendite-libro-1984-926152.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: EN-GB;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://www.ilgiornale.it/news/cultura/america-boom-vendite-libro-1984-926152.html&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/autore/luisa-de-montis-209.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: EN-GB;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Luisa De Montis&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; mso-ansi-language: EN-GB;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;Mar, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; mso-ansi-language: EN-GB;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>BRASILE AMAZZONIA: DEFORESTAZIONE AL MINIMO DAL 1988</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
                                                <category>Internazionale</category>
                                                <pubDate>Mon, 17 Jun 2013 19:00:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;BRASILE AMAZZONIA: DEFORESTAZIONE AL MINIMO DAL 1988&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Fra luglio 2011 e agosto 2012 l’Amazzonia brasiliana ha perso 4571 km2 di foresta, una porzione enorme, eppure la più ridotta contata nell’arco degli ultimi 26 anni, ovvero da quando, nel 1988, si cominciò a calcolare la devastazione della selva tropicale con l’aiuto di immagini satellitari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Secondo dati del governo, la superficie disboscata è stata nello stesso lasso di tempo inferiore del 28,8% rispetto al periodo agosto 2010-luglio 2011 (6418 km2) che rappresentava già il minimo riscontrato sempre dal 1998.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Il ministro dell’Ambiente Izabella Teixeira, ha ricordato che il Brasile si è impegnato a ridurre dell’80% la deforestazione del polmone del pianeta fra il 1990 e il 2020, anno in cui non potrà superare, almeno sulla carta, i 3925 km2.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;“Il Brasile – ha detto Texeira – ha già raggiunto il 76% del suo obiettivo volontario di riduzione della deforestazione e circa il 62% dell’obiettivo volontario di riduzione delle emissioni nocive”, ovvero un taglio del 39% sempre entro il 2020; per raggiungerlo sarà peraltro necessario fermare anche gli incendi in Amazzonia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Secondo la presidente Dilma Rousseff per ridurre le emissioni di gas serra, oltre a frenare la deforestazione il gigante sudamericano deve trovare valide alternative alle centrali termiche da cui ancora dipende per produrre elettricità quando la siccità e l’abbassamento del livello delle acque dei fiumi frenano quella delle centrali idroelettriche.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;[FB]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.misna.org/natura-e-ambiente/amazzonia-deforestazione-al-minimo-dal-1988-06-06-2013-813.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://www.misna.org/natura-e-ambiente/amazzonia-deforestazione-al-minimo-dal-1988-06-06-2013-813.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>“In bici o a piedi” l’ultima sfida di Copenaghen</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
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                                                <pubDate>Mon, 17 Jun 2013 15:00:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;“In bici o a piedi” l’ultima sfida di Copenaghen&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Un sistema efficientissimo di smaltimento fornisce calore per le abitazioni&amp;nbsp;Entro il 2025 è previsto lo stop alle auto, consentiti soltanto i veicoli elettrici&amp;nbsp;Oggi la capitale danese ha il record di quattrocento chilometri di piste ciclabili&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;COPENAGHEN. L’uomo che vuole farci andare tutti a piedi fa un sorriso. «Non sono io a dirlo, ma la natura. Siamo biologicamente programmati per non percorrere più di cinque chilometri all’ora», spiega Jan Gehl, celeberrimo architetto danese che sta reinventando il modo di vivere in città. Meglio saperlo: non è, la sua, una battuta passatista, ma è il futuro (ecologicamente sostenibile) che ci aspetta. Per chi è stato a Copenaghen, la città dove vive e lavora Gehl, non è certo una sorpresa. La capitale danese ha appena vinto di nuovo un premio come “città verde” d’Europa con i suoi 400 chilometri di piste ciclabili, una metropolitana, la City Circle Line, che entro pochi anni collegherà l’intera metropoli all’aeroporto, e con mezzi pubblici che funzionano soprattutto a elettricità, idrogeno o biogas. Copenaghen è un modello unico di metropoli (ri)pensata e vissuta in modo ecologico, con la partecipazione e l’impegno di tutti i residenti. Una filosofia di vita che diventa investimento. Il parco eolico Middelgrunden, di fronte alla baia, è stato finanziato da centinaia di cittadini- soci. Famiglie e commercianti si sono impegnati a ridurre le emissioni di anidride carbonica entro il 2025 per fare della capitale danese la prima metropoli al mondo “carbon neutral”. Qui i rifiuti sono una risorsa: attraverso lo smaltimento si produce il calore distribuito nei sistemi di riscaldamento delle case.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;È stato proprio Gehl ad inventare negli anni Sessanta la prima e più estesa zona pedonale d’Europa, Stroget, il corso principale del centro storico. Già nel 1971 l’architetto danese pubblicava uno dei suoi saggi per ripensare gli spazi pubblici non più in funzione delle macchine ma del traffico di pedoni e biciclette. Oggi Copenaghen ha oltre 100mila metri quadrati di zone pedonali. È stato Gehl a inventare un verbo, “copenhagenize”, per spiegare come esportare il modello danese. Negli ultimi anni, lo studio Gehl Architects è stato ingaggiato dal sindaco di New York per il progetto di pedonalizzazione di Times Square e costruire le piste ciclabili a Broadway. Gli architetti danesi sono stati chiamati anche per immaginare spazi car-free nelle caotiche Città del Messico e Pechino, e persino a Mosca, in Oman e Giordania.&lt;br /&gt;Quel che altrove appena comincia, qui è già realtà. Un terzo dei tragitti verso l’ufficio o la scuola è effettuato in bicicletta: entro dieci anni dovrebbero essere più del doppio. Durante le ore di punta, sfrecciano in città oltre 20mila ciclisti. A ogni incrocio esistono semafori dedicati ai ciclisti, le piste per le due ruote sono ricoperte di un manto verde speciale, per non parlare delle nuove “autostrade” ciclabili: la prima è stata inaugurata l’anno scorso fino ad Alberslund, ma un’altra trentina sono in costruzione. Meno visibile è l’efficientissimo sistema di smaltimento rifiuti in centrali che riusano il calore per riscaldare le abitazioni e fornire acqua calda a tutta la città. Tre quarti della riduzione di emissioni di Co2 promessa entro il 2025 avverrà infatti grazie all’ottimizzazione del sistema di produzione elettrica e di calore. L’ultima parte per realizzare l’ambizioso progetto “carbon neutral” è invece in mano, anzi nei piedi dei cittadini che dovranno convincersi ad abbandonare definitivamente l’automobile, o al massimo accontentarsi di quelle vetture pubbliche ed elettriche fornite in diversi punti della città. Entro il 2025, ha detto l’attuale sindaco Franck Jensen, tre quarti dei residenti dovrà muoversi a piedi o in bicicletta, con un ritmo rallentato ma più sano e felice. La velocità ideale è 5 km/h per una vera slow city.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/12-ambiente-territorio-e-beni-comuni/45536-in-bici-o-a-piedi-lultima-sfida-di-copenaghen-.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/12-ambiente-territorio-e-beni-comuni/45536-in-bici-o-a-piedi-lultima-sfida-di-copenaghen-.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;SCRITTO DA ANAIS GINORI, LA REPUBBLICA | &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>Crisi, quelli che il lavoro ce l'hanno ma non arrivano a fine mese</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
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                                                <pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:00:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Crisi, quelli che il lavoro ce l'hanno ma non arrivano a fine mese&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a title=&quot;Gmail&quot; href=&quot;http://www.addthis.com/bookmark.php?v=300&amp;amp;winname=addthis&amp;amp;pub=ra-4e1c62a276e4ee22&amp;amp;source=tbx-300&amp;amp;lng=it&amp;amp;s=gmail&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.liberoquotidiano.it%2Fnews%2Feconomia%2F1259078%2FCrisi--quelli-che-il-lavoro-ce-l-hanno--ma-non-arrivano-a-fine-mese-.html&amp;amp;title=Crisi%2C%20quelli%20che%20il%20lavoro%20ce%20l'hanno%20ma%20non%20arrivano%20a%20fine%20mese%20-%20lavoro%2C%20crisi%2C%20dipendenti%2C%20senza%2C%20soldi%2C%20walter%20-%20Libero%20Quotidiano&amp;amp;ate=AT-ra-4e1c62a276e4ee22/-/-/51b77dec22d62603/2&amp;amp;frommenu=1&amp;amp;uid=51b77dec110914e5&amp;amp;ct=1&amp;amp;pre=http%3A%2F%2Fwww.liberoquotidiano.it%2Fsezioni%2F17%2Feconomia&amp;amp;tt=0&amp;amp;captcha_provider=nucaptcha&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Il volto della crisi economica che attanaglia il nostro Paese è certamente quello dei disoccupati e dei precari. Ma c'è un altra faccia di questo periodo di grande emergenza economica ed è quello tratteggiato da&amp;nbsp;Walter Passerini e Mario Vavassori&amp;nbsp;autori del libro&amp;nbsp;Senza Soldi (Chiarelettere).&amp;nbsp;Sono quelli che un lavoro ce l'hanno e se lo tengono stretto ma tuttavia, pur lavorando, non riscono ad arriovare a fine mese. Sono i &quot;poveri lavoratori&quot;, dipendenti publbici e privati i cui stipendi sono sempre più magri e le tasche sempre più vuote. &quot;Si è rotto il binomio lavoro-sicurezza, mentre l’art. 36 della Costituzione, secondo cui il lavoro dovrebbe assicurare al lavoratore e alla sua famiglia una vita dignitosa e libera, sembra non valere più», scrivono gli autori. Tutta colpa della tassazione altissima che &quot;rode&quot; eventuali &amp;nbsp;e rarissimi aumenti di spidendi che in Italia sono tra i più bassi d'Europa. Una media di 19,150 euro contro i 29,677 del Regno Unito, 25.128 della Germania, 22.677 dell aFrancia. 21.111 della Spagna.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;La via d'uscita&amp;nbsp;- Colpa di una serie di fattori, dall'inflazione che ha annullato l'aumento delle buste paga e anche le politiche salariali degli ultimi anni, ne consegue che il numero delle persone che non riescono ad arrivare a fine mese e a pagare le bollette è passato dal 6,9% all'11,%. GLi autori del libro indicano una via d'uscita: ed è quella di puntare sulla crescita, sull'abbassamento delgi oneri fiscali e contributivi. Perché la mancanza di soldi incide sui consumi e quindi sulal ripresa del Paese. E' un circolo vizioso che bisogna spezzare ripartendo dalle riforme&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/1259078/Crisi--quelli-che-il-lavoro-ce-l-hanno--ma-non-arrivano-a-fine-mese-.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/1259078/Crisi--quelli-che-il-lavoro-ce-l-hanno--ma-non-arrivano-a-fine-mese-.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>Cinque bevande per combattere lo stress</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
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                                                <pubDate>Mon, 17 Jun 2013 10:58:32 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Cinque bevande per combattere lo stress&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Vorremmo ricorrere a tutto per combattere le stress che spesso e volentieri ci rovina le giornate, ci rende nervosi, ci fa stare male. Quali rimedi per vincere questo male dei nostri tempi? Ci sono ifarmaci, ma anche attività fisica,&amp;nbsp;erbe,&amp;nbsp;piante medicinali, regime alimentare e....Ci sono anche alcune bevande, che unite a uno stile di vita migliore, meno pressante, aiutano ad allentare i sintomi dello&amp;nbsp;stress&amp;nbsp;e a farci sentire meglio.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo quali sono e come assumerle:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Latte&amp;nbsp;- E' una delle bevande più bevute al mondo, che fa bene ai bambini ma anche ai grandi. Contiene una sostanza, chiamata&amp;nbsp;triptofano, che una volta metabolizzata si trasforma inserotonina, ormone del benessere e della tranquillità. Il latte, ma questo è risaputo, contienecalcio,&amp;nbsp;magnesio&amp;nbsp;e&amp;nbsp;potassio, tutte sostanze che facilitano l'abbassamento della&amp;nbsp;pressione, quando aumenta proprio a causa dello&amp;nbsp;stress.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Cioccolato&amp;nbsp;- Il&amp;nbsp;cioccolato&amp;nbsp;rilascia nel nostro cervello la&amp;nbsp;dopamina&amp;nbsp;e gli&amp;nbsp;oppioidi, che contribuiscono a farci avvertire la sensazione del piacere. Inoltre, come tutte le bevande assunte calde incrementa la temperatura corporea, situazione che di solito colleghiamo al comfort, stimolando il&amp;nbsp;sistema nervoso&amp;nbsp;nella fase di rilassamento.&lt;br style=&quot;mso-special-character: line-break;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;mso-special-character: line-break;&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Tè nero&amp;nbsp;- Ottimo sostituto del&amp;nbsp;caffè&amp;nbsp;che, bevuto in eccesso, favorisce l'acuirsi di&amp;nbsp;ansia&amp;nbsp;e di tensionenervosa, per la presenza di uno stimolante come la caffeina. Prendendolo quattro volte al giorno, per circa sei settimana tende a far abbassare i livelli del cortisolo, conosciuto come l'ormone dello&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://it.lifestyle.yahoo.com/blog/beauty-style/cinque-rimedi-contro-lo-stress-primaverile-110124101.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;stress&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;. E' risultato da una ricerca condotta dall’University College of London.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Tè verde&amp;nbsp;- Contiene la&amp;nbsp;teina, sostanza che aumenta la produzione delle&amp;nbsp;onde alfa&amp;nbsp;da parte delcervello, inducendo il&amp;nbsp;relax, e fa diminuire l’emissione di&amp;nbsp;onde beta, solitamente associate allatensione emotiva. L'ideale è berne almeno una tazza al giorno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Acqua fredda&amp;nbsp;- Già il fatto di berla ci crea una sensazione immediata di benessere. Soprattutto nel periodo estivo, anche se poi la sudorazione aumenta. Beviamone allora un bel bicchiere e poi usciamo a fare una passeggiata, migliorerà la nostra circolazione, l'aria darà energia al nostro organismo, con conseguente aumento delle&amp;nbsp;endorfine. Otterremo il risultato di allentare lo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://it.lifestyle.yahoo.com/blog/i-feel-good/lo-stress-rende-ipersensibili-ai-rumori-151245461.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;stress&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Combattere lo stress, e vincere questa battaglia, è fondamentale per la qualità della nostra vita, ma anche per la nostra salute. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista &quot;Nature&quot;, come ogni tipo di trauma, anche quello di natura emotiva agirebbe in sede di mutazione genetica cancerosa. Tradotto in termini più comprensibili, anche lo stress può concorrere all'insorgere di un tumore. Meglio prevenire che curare. Non siete d'accordo?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://it.lifestyle.yahoo.com/blog/i-feel-good/cinque-bevande-per-combattere-lo-stress-151430949.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://it.lifestyle.yahoo.com/blog/i-feel-good/cinque-bevande-per-combattere-lo-stress-151430949.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>Luce, un po’ onda un po’ particella</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
                                                <category>libri e fumetti</category>
                                                <pubDate>Sun, 16 Jun 2013 21:00:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Luce, un po’ onda un po’ particella&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;La luce rifiuta oscurità, ombre e misteri. Non accetta contraddizioni. Ma in certi casi il cervello umano può permettersi di contrastare una verità scientifica&amp;nbsp; indiscussa quando diventa quasi un&amp;nbsp; luogo comune. Con i suoi paradossi, la meccanica quantistica sfida&amp;nbsp; infatti gli schemi logici e, studiando la luce, afferma che un fotone (o &quot;quanto di luce&quot;) può trovarsi, nello stesso istante, in un’infinità di punti&amp;nbsp; diversi.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa sorprendente ubiquità si deve al fatto che ogni oggetto quantistico è contemporaneamente particella e onda. Il fotone è restio a mostrare questa&amp;nbsp; sua doppia natura, che tuttavia è ormai inoppugnabile. &quot;Si può dire che sappia in anticipo a quale tipo di esperimento sta per essere sottoposto&amp;nbsp; e in base a questo ’scelga’ quale tipo di comportamento tenere, se da onda o da particella&quot;, spiega Alberto Peruzzo, che con la sua équipe del Centro di Fotonica&amp;nbsp; Quantistica dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, è riuscito a&amp;nbsp; dimostrare con esperimenti concreti che il fotone si comporta simultaneamente come particella e come onda. Peruzzo, trentadue anni,&amp;nbsp; laureato a Padova, è uno dei giovani talenti che hanno lasciato la patria perché in Italia non avrebbero potuto portare avanti le loro ricerche d’avanguardia. Al Centro di Bristol, diretto dal professor Jeremy O’Brien, il fisico italiano e il suo team hanno collaborato con unità di ricerca tra le più prestigiose del mondo come quelle del Weizmann Institute di Rehovot (Israele) e delle Università di Twente (Olanda) e&amp;nbsp; Thoku (Giappone).&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conclusione&amp;nbsp; cui sono giunti Peruzzo e il suo team - ogni fotone è, nello stesso tempo,&amp;nbsp; onda e particella -&amp;nbsp; può apparire in contrasto con il senso comune. Infatti lo scienziato italiano definisce la &quot;dualità&quot; onda-particella come &quot;uno degli aspetti più maledettamente contro-intuitivi della meccanica quantistica&quot;. Fino a qualche decennio fa, nelle scuole, anche durante&amp;nbsp; le lezioni di fisica classica si insegnava qualche&amp;nbsp; &quot;stranezza&quot; della luce, ma era molto facile da capire&amp;nbsp; Ancora oggi gli alunni non si stupiscono&amp;nbsp; troppo quando - alzando il braccio destro davanti a uno specchio - scoprono che la loro immagine rispecchiata alza invece il braccio sinistro. Era riposante&amp;nbsp; apprendere che&amp;nbsp; la luce &quot;rimbalza&quot; sulle sfere celesti&amp;nbsp; come sugli oggetti della vita quotidiana. Questo è ancora vero ma il quadro è completamente nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Come hanno fatto&amp;nbsp; Peruzzo e la sua équipe ad arrivare a questo risultato,&amp;nbsp; descritto in un denso studio sulla rivista Science? Ne dà conto, sull’italiana Sapere, un articolo di Sandro Iannaccone,&amp;nbsp; nel quale interviene Peruzzo, e spiega: &quot;Supponiamo che un fotone urti contro un ostacolo che&amp;nbsp; divida in due il fascio di luce e questo&amp;nbsp; possa quindi seguire&amp;nbsp; due percorsi diversi , a seconda dell’urto&quot;. L’osservazione mostra chiaramente che il fotone è sia particella sia onda &quot;cioè l’una e l’altra cosa&quot;.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro mistero della teoria quantistica che l’équipe di Bristol è&amp;nbsp; riuscito a osservare e dimostrare è quello delle particelle entangled. Sono&amp;nbsp; due particelle intimamente collegate anzi &quot;fuse&quot; fra loro, al punto che - &quot;anche se&amp;nbsp; arbitrariamente allontanate l’una dall’altra -risultano utilissime, perché basta&amp;nbsp; osservarne una per&amp;nbsp; conoscere tutto anche dell’altra&quot;. Sulla dualità onda-particella le équipe più agguerrite lavoravano da decenni. Tra le proposte avanzate&amp;nbsp; spiccava quella dell’americano John Archibald Wheeler (lo scopritore dei &quot;buchi neri&quot;), del lontano 1978, L’idea era attraente e audace&amp;nbsp; al tempo stesso. Si trattava di capire se e come un fotone potesse &quot;sapere in anticipo&quot;&amp;nbsp; a quale tipo di esperimento sarebbe stato sottoposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Se si vuole rivelare la natura ondulatoria si prepara un percorso chiuso; se invece si vuole esibire la natura di particella, il percorso deve restare aperto. Secondo Wheeler, occorreva ritardare la chiusura del circuito, cioè farla avvenire quando il fotone lo sta già percorrendo. In questo modo si può capire se ha già deciso, o no,&amp;nbsp; di essere onda o particella indipendentemente dalla conoscenza del percorso. Alberto Peruzzo riprende la proposta di Wheeler ma ritarda&amp;nbsp; ulteriormente il momento della decisione. &quot;E allora accade che a decidere di aprire o chiudere il circuito non è più la volontà dello sperimentatore.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione viene presa da un’altra particella quantistica, che è entangled, strettamente legata con il fotone che viene studiato. In questo modo, possiamo aspettare un tempo lungo quanto vogliamo, dice Peruzzo, per cogliere il momento in cui il fotone si comporti&amp;nbsp; come onda o particella. &quot;Per controllare che cosa è successo, ci basta misurare il fotone entangled che ha regolato l’apertura o la chiusura del circuito&quot;. Applicando il principio dell’entanglement, Peruzzo e la sua équipe hanno saputo realizzare un esperimento molto complesso usando un solo apparato e due particelle. Una prova ritenuta impossibile da un altro&amp;nbsp; genio della fisica, il Nobel Niels Bohr, anche lui,&amp;nbsp; come Wheeler&amp;nbsp; e Einstein, professore a Princeton dove i docenti sono &quot;pagati per pensare&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Luigi Dell'Aglio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/luce-un-po-onda-un-po-particella.aspx&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/luce-un-po-onda-un-po-particella.aspx&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>Uganda: Un modo semplice per combattere la povertà</title>
                <link>http://notizielibere.myblog.it/archive/2013/06/16/uganda-un-modo-semplice-per-combattere-la-poverta.html</link>
                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
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                                                <pubDate>Sun, 16 Jun 2013 19:00:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Un modo semplice per combattere la povertà&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Dare soldi, senza condizioni, per un periodo limitato di tempo:&amp;nbsp;Slate&amp;nbsp;racconta i risultati di un programma governativo in Uganda&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Uno dei proverbi più celebri sul tema dell’aiuto alle persone in difficoltà è di origine cinese (spesso attribuito a Confucio) e dice: «Se dai a un uomo affamato un pesce, lo nutrirai per un giorno. Se gli insegni a pescare, si sfamerà per tutta la vita». Il senso del proverbio è chiaro: piuttosto di una piccola somma di denaro o di un bene, è meglio spingere le persone a investire sul miglioramento delle proprie competenze o abilità, in modo che siano in grado di badare a se stessi in futuro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Slate&amp;nbsp;racconta i risultati di un programma governativo dell’Uganda che sembra dimostrare il contrario: in determinate circostanze, il modo migliore per combattere la povertà è semplicemente consegnare una somma di denaro senza condizioni. A distanza di alcuni anni, ha dimostrato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://cega.berkeley.edu/assets/cega_events/53/WGAPE_Sp2013_Blattman.pdf&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;uno studio recente&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;di alcuni ricercatori universitari (Christopher Blattman della Columbia di New York, Nathan Fiala dell’Istituto tedesco per la ricerca economica e Sebastian Martinez della Banca per lo Sviluppo Interamericano), una percentuale consistente di chi aveva ricevuto un aiuto economico aveva migliorato la propria produttività e aumentato le ore di lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;L’Uganda è un paese di circa 36 milioni di abitanti che è uscito da una sanguinosa guerra civile nel 1986, quando è andato al potere l’attuale presidente Yoweri Museveni. La fine della guerra e alcune riforme economiche promosse da Museveni hanno causato una lunga fase di crescita economica, che è stata in media del 7 per cento ogni anno tra il 1990 e il 2009. Lo sviluppo economico, però, è rimasto concentrato nel sud del paese, mentre il nord ne è rimasto escluso a causa di movimenti di insurrezione armata – tra cui il Lord’s Resistance Army (LRA) di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilpost.it/tag/joseph-kony/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Joseph Kony&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;, che ha abbandonato l’Uganda intorno al 2006 – e l’instabilità dei vicini Sudan meridionale e Repubblica Democratica del Congo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Per aiutare lo sviluppo economico del nord del paese, il governo ugandese ha avviato nel 2008 un piano che prevedeva di dare tutti in una volta circa 300 euro, una cifra pari a più o meno allo stipendio medio annuo in Uganda, a giovani tra i 18 e i 34 anni. Le persone dovevano fare domanda in piccoli gruppi, per semplificare le procedure amministrative, e fornire una dichiarazione su come intendevano spendere il denaro. Era comunque chiaro che il denaro sarebbe stato dato senza alcuna condizione, non come prestito ma come donazione. Alla fine sono state selezionati circa 260 gruppi, seimila persone, che hanno ricevuto i soldi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Il pericolo del programma, scrive&amp;nbsp;Slate, era piuttosto intuitivo: dare una somma di denaro senza condizioni, in un ambiente in cui ci sono pochissime prospettive di lavoro qualificato, poteva spingere alcuni a smettere di lavorare o a lavorare molto meno per un certo tempo, senza quindi migliorare la loro condizione nel lungo periodo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;I risultati esposti dai tre ricercatori autori dello studio sono stati molto diversi. I ricercatori hanno intervistato oltre mille persone che avevano partecipato al programma nel 2010 (a due anni dalla donazione) e nel 2012 (quattro anni dopo). La conclusione è che la maggior parte dei giovani aveva investito la somma e quattro anni dopo era del 65 per cento più probabile che fossero impegnati in un’attività, solitamente nel piccolo commercio o come carpentieri, sarti o parrucchieri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Il confronto è stato fatto con un gruppo di persone che avevano fatto domanda ma non erano state selezionate per il programma governativo. Rispetto al gruppo di controllo, le persone che avevano ricevuto i soldi avevano aumentato i propri guadagni del 49 per cento dopo due anni e del 41 per cento dopo quattro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Le condizioni naturalmente variano da paese a paese, chiamando in causa molti altri fattori come la diffusione di malattie epidemiche o le tradizioni culturali, e non è detto che l’esperimento ugandese funzioni in economie più complesse e con un maggior circolo di capitali. Ed è vero, scrive&amp;nbsp;Slate, che negli ultimi decenni i paesi più ricchi hanno dato a quelli più poveri grandissime quantità di denaro, ma quel denaro in molti casi non ha ottenuto risultati tangibili per via delle istituzioni e della corruzione della politica locale. Forse vale la pena trovare altri metodi: il caso dell’Uganda sembra dimostrare che la risposta alla domanda di come combattere la povertà a livello mondiale sia in certi casi sorprendentemente semplice.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Foto: LUCIE PEYTERMANN/AFP/Getty Images&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilpost.it/2013/05/30/soldi-poverta-uganda/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://www.ilpost.it/2013/05/30/soldi-poverta-uganda/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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                <title>Care the People, piccola Ong  con un cuore grande così</title>
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                <author>noreply@myblog.it (saverio174)</author>
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                                                <pubDate>Sun, 16 Jun 2013 15:00:00 +0200</pubDate>
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                    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Care the People, piccola Ong&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; con un cuore grande così&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;A Danang, in Vietnam, da anni opera una piccola Ong,&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/solidarieta/ong/lombardia/2013/05/11/news/care_the_people_onlus-58540162/&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none; mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Care the People&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;, fondata dal medico milanese Enzo Falcone. Figlio di immigrati siciliani, si definisce con orgoglio frutto di mescolanze greche, normanne e arabe. Dopo aver prestato servizio come volontario per grandi organizzazioni umanitarie (Medici senza Frontiere, Nazioni Unite, Unicef) si trasferisce in Vietnam per amore di una donna&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;background: white; font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;background: white; font-size: 10pt;&quot;&gt;ROMA –&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white; font-size: 10pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background: white; font-size: 10pt;&quot;&gt;Scoprire realtà italiane in Vietnam è raro, ma sapere che ad un italiano è stata riconosciuta la cittadinanza per meriti umanitari è sicuramente un evento straordinario. “Infatti ne sono molto onorato - ammette Enzo Falcone - mi è stato riferito, ma non so quanto sia attendibile, che dal 1975 al 2009 sono stati rilasciati solo otto passaporti di questo tipo. Sicuramente non molti hanno avuto questo privilegio. Ma ciò che conta per me, è che si tratta di un riconoscimento a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/solidarieta/ong/lombardia/2013/05/11/news/care_the_people_onlus-58540162/&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;background: white; color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none; mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Care the People&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;e a quanto abbiamo svolto in questi anni per i più bisognosi. E' entusiasmante vivere e lavorare in un paese con una storia e una cultura importante, che hanno segnato in qualche modo un'epoca e le coscienze occidentali”. Essere in Vietnam per fornire aiuti a chi ne ha bisogno significa oggi stare accanto alle vittime della diossina. &quot;Quando arrivai&amp;nbsp; erano le immagini hollywoodiane ad affollare la mia mente - spiega - mentre oggi sono ossessionato dal vedere le conseguenze della guerra nelle strutture sanitarie della mia associazione. Prima fra tutte le vittime della diossina”.&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;La guerra alla diossina.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;Perché abbia dichiarato&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;guerra&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;alla diossina, Falcone lo spiega sì: “Non sono molti a sapere che la diossina è seconda in tossicità, per l'ambiente e la salute umana, solo alle radiazioni nucleari e come queste possono far sentire i propri effetti generazione dopo generazione&quot;. Ma ciò che più colpisce è che esseri umani che con la guerra non hanno nulla avuto a che fare vivono - loro malgrado - nelle carni il lascito della guerra. &quot;La diossina rimane nell'ambiente e nel ciclo alimentare - si accalora Falcone - ed opera nel corpo umano causando tumori, malformazioni e malattie di ogni genere. Gli americani non hanno usato la bomba atomica in Vietnam, ma qualcosa che è simile: la diossina, appunto. Che era contenuta nei diserbanti usati per distruggere i raccolti dei resistenti vietnamiti e mettere allo scoperto i loro rifugi e santuari”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;La tenacia nell'affrontare i problemi.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;background: white; mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;Care the People&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;è una piccola associazione, ma tenace nell'affrontare i problemi della realtà locale in cui opera: il distretto di Danang, quarta città dello stato indocinese per dimensione e popolazione. Perché e come sia giunto proprio lì a prestare la sua opera lo confida così: &quot;Ho sposato, dopo tre mesi dall'averla conosciuta, una vietnamita. Tam, mia moglie, voleva rimanere in Vietnam per contribuire alla crescita del suo paese&quot;. Dopo il matrimonio la coppia inizia a potenziare l'idea e il desiderio di aiutare gli altri istituendo una struttura che avesse questo scopo,&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;Care the People&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;appunto.&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;Le altre esperienze.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;Falcone aveva già maturato intense esperienze nel settore umanitario, sin da quando aveva messo a disposizione quanto appreso durante l'università a Milano: &quot;Ho studiato e mi sono laureato in medicina perché sapevo, e volevo, che le mie qualità professionali fossero a disposizione di chi ne ha davvero bisogno. Già da ragazzo facevo il volontario - rivela con orgoglio - ho svolto il servizio civile sostitutivo del militare e subito dopo il titolo universitario ho lavorato per&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.medicisenzafrontiere.it/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white; color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none; mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Medici senza Frontiere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;, per le Nazioni Unite, per l'&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.unicef.it/default.aspx.htm?PH=3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white; color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none; mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Unicef&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;, per diversi ministeri europei della cooperazione e altre Ong, spaziando dalle malattie infettive e tropicali alla gestione di sistemi sanitari&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;I progetti in dettaglio.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;Entrando nel dettaglio delle attività dell'associazione si intuisce quanto la sua opera sia entrata nel &quot;tessuto&quot; vietnamita, ad iniziare con i problemi legati all'infanzia: prima di tutto la&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;&quot;Casa del Sorriso&quot;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, i centri di accoglienza per bambini disagiati, dove viene fatta accoglienza residenziale e attività diurne per i bambini non residenti. Mentre per quelli che vi risiedono sono a completo carico dell'associazione.&amp;nbsp; C'è poi il programma &quot;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;Fammi andare a scuola&quot;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, che garantisce ai bambini poveri il diritto alla nutrizione, alle cure mediche e allo studio. Per la famiglia, è stato invece realizzato il progetto&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;&quot;Casa Amica&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&quot;, che dona a famiglie in condizioni abitative precarie una casa di proprietà o le aiuta a ripararle soprattutto dopo inondazioni e tifoni che sono praticamente emergenze annuali.&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;Solo finanziamenti privati.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background: white;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Una piccola struttura dal grande cuore, dunque, che opera soltanto con finanziamenti privati e volontari, per lo più provenienti da cittadini italiani. &quot;Ultimamente la crisi ha pesato anche sulle donazioni - si rammarica Falcone - motivo per cui abbiamo dovuto sospendere due progetti a me molto cari: il primo,&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;&quot;Aggiungi un posto a tavola&quot;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, che consisteva nel sostenere con un pasto caldo gratuito al giorno persone che, per ragioni economiche o di salute, non erano in grado di provvedere a se stesse: donne gravide, bambini, anziani, disabili, bisognosi. Il secondo,&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;&quot;Microcredito&quot;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, per offrire un’opportunità a donne in condizioni economiche particolarmente disagiate per avviare attività produttive in proprio. Ma, attenzione, - puntualizza Falcone - i nostri microcrediti non hanno mai previsto tassi di interesse: questa è la nostra specificità a differenza del microcredito classico&quot;.&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;L'orgoglio della diversità.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Una specificità nel mondo della solidarietà, che ha permesso a&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;Care the People&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;di prestare senza intralcio la propria opera in uno dei paesi socialisti più dinamici e complessi dell'Asia: &quot;Sono stato sempre ben accolto e incoraggiato a operare, tanto che in Vietnam mi hanno concesso la cittadinanza vietnamita per il mio contributo al paese - conclude il volontario italiano - ma non riceviamo nulla dallo stato vietnamita, né dal Ministero degli esteri italiano. Siamo solo volontari, diversi, piccoli ed efficienti. Operiamo solo con le donazioni e quando mancano o diminuiscono abbiamo seri problemi. Anzi, ne approfitto per indicare il codice fiscale del 5x1000: 97333960157&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: white; font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2013/05/11/news/enzo_falcone_ambasciatore_italiano_del_sorriso-58548069/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: windowtext;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2013/05/11/news/enzo_falcone_ambasciatore_italiano_del_sorriso-58548069/&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;background: white; font-size: 10pt; mso-border-alt: none windowtext 0cm; border: windowtext 1pt; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;di CARLO ROSSI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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