08/08/2012
Sud Sudan, razioni di riso ogni 15 giorni Nei campi per rifugiati si muore di fame
Sud Sudan, razioni di riso ogni 15 giorni Nei campi per rifugiati si muore di fame
La testimonianza di John Tzanos, coordinatore dell'emergenza per Medici senza Frontiere 1 nella Contea di Maban. Nel campo di Batil, più di 34.000 persone, deboli e spossate dopo il lungo viaggio, soffrono sempre più a causa della malnutrizione, ma l'assistenza umanitaria per questi rifugiati rimane insufficiente. In sole tre settimane, più di mille bambini sono stati ammessi nei programmi di nutrizione
JUBA - Un centinaio di migliaia di rifugiati, fuggiti dai combattimenti nello Stato del Blue Nile, in Sudan, hanno trovato rifugio nella Contea di Maban, nel Sud Sudan. Nel campo di Batil, più di 34.000 persone, deboli e spossate dopo il lungo viaggio, soffrono sempre più a causa della malnutrizione, ma l'assistenza umanitaria per questi rifugiati rimane insufficiente. In sole tre settimane, più di mille bambini sono stati ammessi nei programmi di nutrizione di Medici senza Frontiere 2 (MSF) e la cifra continua ad aumentare. MSF sta rinforzando le sue équipe e intensificando le attività mediche.
Una corsa contro il tempo. "Nel campo rifugiati di Batil - dice John Tzanos, coordinatore dell'emergenza per Medici Senza Frontiere nella Contea di Maban - i bisogni sono enormi su tutti i fronti: cibo, ripari, sapone, acqua e contenitori per raccoglierla, ma la maggior preoccupazione è la situazione nutrizionale. Abbiamo ammesso - ha aggiunto - più di mille bambini che soffrono di malnutrizione severa, e questo in solo tre settimane. Questa cifra, già drammatica, è in costante crescita. Circa 50 bambini, tra quelli più severamente malnutriti, sono ricoverati in ospedale e sono sotto sorveglianza medica 24 ore su 24. Per le équipe di MSF farsi carico della malnutrizione nel campo è una vera corsa contro il tempo".
Come si spiega la situazione. "Queste persone - dice ancora John Tzanos - sono in movimento da mesi. Molti di loro hanno lasciato il loro villaggio dopo alcuni attacchi e bombardamenti. Spesso, sono partite nel cuore della notte, senza avere il tempo di prepararsi. Abbiamo a che fare con famiglie intere esauste, deboli. Molti rifugiati erano in stato di malnutrizione, più o meno avanzata, quando sono arrivati - riferisce Tzanos - Ora ricevono razioni di riso, cereali e olio ogni 15 giorni, ma è insufficiente. I bambini, soprattutto i più piccoli, hanno poche riserve. Risultato: il loro sistema immunitario viene meno e rischiano di morire per diarrea, febbre o un'infezione respiratoria".
Le condizioni di vita nei campi. "La situazione è davvero drammatica - aggiunge il coordinatore dell'emergenza per Medici Senza Frontiere - oltre alla mancanza di cibo, le cattive condizioni igieniche e la mancanza di sapone, per esempio, sono dei fattori aggravanti. La diarrea è molto diffusa. Preoccupano molto la malaria e l'assenza di zanzariere. E' davvero triste camminare per i campi e vedere questi bambini apatici, che non hanno più la forza di ridere o giocare. Le persone hanno fame. I bambini più deboli muoiono per malnutrizione o altre malattie".
Il lacoro di MSF in questa regione. "Oggi - dice Tzanos - a Batil, la nostra azione principale è il trattamento medico della malnutrizione. Disponiamo di 150 letti, una cifra che aumentiamo costantemente, visto che i bisogni sono crescenti. Questi ultimi giorni, MSF ha inviato 70 tonnellate di cibo terapeutico per via aerea o fluviale da Nairobi e Dubai. Curiamo malattie come diarrea, malaria e infezioni respiratorie sono quelle più diffuse. Inoltre, ci occupiamo dei parti - ha aggiunto - le nostre équipe provvedono anche alla distribuzione dell'acqua potabile: ogni giorno sono forniti 200.000 litri di acqua ai rifugiati del campo di Batil".
L'assistenza umanitaria internazionale è insufficiente. "Rispetto alla quantità di bisogni, ciò che si sta facendo non basta. Occorre distribuire urgentemente cibo ai bambini - ha sottolineato il coordinatore di MSF - alle donne incinte e quelle che allattano: cibo specifico, che si adatti meglio ai bisogni dei più vulnerabili, contenente proteine e micronutrimenti, altrimenti il loro stato rischia di deteriorarsi rapidamente. Attualmente - ha concluso - stiamo facendo un'inchiesta approfondita sulla malnutrizione e la mortalità a Batil, al fine di comprendere meglio la situazione e di adattare la nostra risposta. Dobbiamo prepararci al peggio. Siamo davanti a una situazione estremamente grave".
Raccolta fondi. Per le modalità di donazione. Oltre che sul Sito di Msf 3, c'è un numero verde: 800.99.66.55. Oppure un bonifico bancario: Banca Popolare Etica - IBAN: IT58 D 05018 03200 000000115000, Conto corrente postale: n°87486007 intestato a Medici Senza Frontiere Onlus, via Volturno 58, 00185 Roma. Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Nel 1999 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace. Opera in oltre 60 paesi portando assistenza alle vittime di guerre, catastrofi ed epidemie.
http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2012/07/27/news/sud_sudan_medici_senza_frontiere_sud_sudan_siamo_di_fronte_a_una_situazione_estremamente_grave-39855153/
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