16/07/2012
SENEGAL - Luci e ombre del presidente che ha archiviato lo strapotere della famiglia Wade I primi 100 giorni di Macky
SENEGAL - Luci e ombre del presidente che ha archiviato lo strapotere della famiglia Wade I primi 100 giorni di Macky
Tra i giovani, veri artefici del cambiamento che ha fatto vincere Sall, la delusione inizia a serpeggiare. Unica novità, nessun riguardo per i potenti da parte della magistratura
Il vento del cambiamento che ha accompagnato l'elezione del presidente della Repubblica del Senegal Macky Sall lo scorso 23 marzo, interrompendo bruscamente 12 anni di dominio incontrastato di Wade, del suo partito (Pds - Partito Democratico Senegalese) ma soprattutto della sua famiglia, sembra essersi affievolito.
Gli inguaribili ottimisti sostengono che è troppo presto per esprimere critiche al nuovo governo. Ma fra i giovani, i veri protagonisti del cambiamento che per oltre un anno hanno dato vita a movimenti culturali, associazioni, collettivi forti e dinamici capaci di mobilitare la maggioranza dei senegalesi per sostituire il regime di Wade con un governo più democratico, la delusione inizia a scottare.
Basta con le immunità
Dopo 100 giorni il governo di Macky Sall ha conseguito solo due degli obiettivi ambiziosi promossi durante la campagna elettorale, la riduzione dei ministri (da 45 a 25) e il rafforzamento dell'indipendenza dell'apparato giudiziario.
Scritto così può suonare molto vago, ma tutti i senegalesi hanno subito capito che l'arresto di Cheikh Bethio (uno dei discepoli più vicini della precedente guida religiosa dei Mouride, la confrerie musulmana più potente e influente del Senegal), l'ideatore della marcia dei gourdin (clava di legno) per sostenere Wade durante la campagna elettorale, accusato di complicità nell'assassinio di due suoi talibe (discepoli) rinvenuti nei suoi terreni l'aprile scorso, ribadisce la volontà del nuovo governo di eliminare le immunità assicurate fino ad oggi ai potenti del paese. Anche Karime Wade, il figlio dell'ex presidente, accusato di aver sottratto miliardi dalle casse statali, è stato costretto ha presentarsi insieme a tutti i dirigenti e funzionari dei quattro ministeri che ha diretto negli ultimi anni davanti alla corte superiore in questi ultimi giorni.
I giudici lo attendevano dal 2008. Ma come mi ripetono in tanti, i processi non si mangiano.
A 10 giorni dall'inizio del Ramadam non è ancora chiaro se il costo del pane aumenterà o meno e la riduzione di 15 fcfa (0,022 centesimi di euro) è stata accolta da tutti più come un paliativo che come una manovra per contenere l'aumento del costo della benzina.
Occorre ammettere che appena insediato, Macky Sall ha scoperto che le casse dello stato sono piene solo di debiti. Wade & family hanno saccheggiato negli ultimi 6 anni tutto quello che c'era, indebitando il Senegal con accordi commerciali capestro con diverse company, soprattutto spagnole e cinesi.
Ma tutto questo non arriva a spiegare il flebile tasso di partecipazione alle scorse elezioni legislative dello 1 luglio. I dati definitivi non sono ancora stati pubblicati, ma sembra che solo il 33% degli aventi diritto si sia recato a votare. E forse sono proprio queste ultime elezioni che hanno contribuito maggiormente ad affossare l'entusiasmo e la voglia di riscatto dei senegalesi.
Sacchi di riso elettorali
Iniziata alla fine di aprile, la campagna elettorale si è svolta «come d'abitudine». 25 liste diverse, quasi indistinguibili l'una dall'altra, hanno dato vita alla consueta compravendita elettorale a base di sacchi di riso distribuiti a pioggia. Tutte le realtà che avevano dato vita alla società civile senegalese durante la lunga campagna elettorale presidenziale sono state spinte ai margini, escluse o inghiottite dai partiti più famelici.
Il Pds si è frantumato in due liste perdendo molti consensi. Prevedibilmente la coalizione vincente è stata quella di Macky Sall, Benno Bokk Yaakaar (Uniti per la speranza), che ha guadagnato la maggioranza dei deputati.
L'unico exploit rilevante è stata la lista Bes Du Niak (Verrà il giorno) marcatamente islamica. Guidata da Mansour Sy Djamil uno dei più autorevoli Marabout Tidiane (la seconda confrerie musulmana più potente e influente del Senegal) sembra aver ottenuto 4 deputati. Alcuni intravedono in questo successo l'avanzata del fronte esplicitamente religioso nel mondo della politica. Le stesse persone la collegano alla diffusione sempre più ampia e capillare dell'estremismo islamico in tutti i paesi dell'Africa dell'Ovest, Mali in testa.
Al Qaeda seduce i disperati
Venerdì scorso a Dagana, al confine con la Mauritania sono stati arrestati 10 presunti terroristi dell'Aqmi (Al Qaeda nel Magreb Islamico). Quattro di loro sembrano essere senegalesi reclutati negli ultimi mesi.
Alla maggioranza dei senegalesi che abbiamo incontrato, però, sembra prematuro e infondato l'allarme diffuso con grande clamore dalle autorità, ma di certo se le condizioni di vita, soprattutto nelle zone rurali, non miglioreranno velocemente, gli emissari dell'Aqmi potrebbero disporre nell'immediato futuro di un numero sempre maggiore di disperati sempre più insoddisfatti dal modello democratico occidentale, pronti a tutto per diventare fedeli miliziani.
Ora come ora Macky Sall e il suo governo, forti comunque della vittoria alle elezioni legislative, devono ad ogni costo proseguire accelerando con le grandi riforme promesse (una vasta campagna agricola nazionale, investimenti importanti nel settore industriale e tecnologico, creazione di posti di lavoro per i giovani, snellimento e riduzione dei costi dell'apparto statale).
È una strada a senso unico. Deviare equivarrebbe a rendere la delusione scottante di questi primi 100 giorni bruciante.
DAKAR
APERTURA - Amadi Sonko, Maurizio Polenghi – DAKAR il manifesto
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Commenti
Il commento sembra ben fatto per qualcuno che non vive il loco. Tocca punti molto delicati con qualche superficialità, ma a mio avviso un cronista non può rifarsi dulle voci di qualche senegalese che vive in Italia, il quale può avere una sua visione della realtà a seconda la tendenza politico/religiosa o motivazioni diverse. Effettivamente i giovani e non solo, sono stati i protagonisti di questo cambiamento. Bisogna aggiungere che il presidente uscente Wade aveva già vissuto due mandati e ha tentato di modificare la costituzione per averne un altro. Ma personalmente riconosco ai giovani ed alle altre forze, che si sono mossi molto tardivamente e nulla hanno fatto mentre vedevano che il loro Paese veniva sfacciatamente dilapidato. E' pur vero che la gente del Senegal è molto tranquilla e quando però reagisce lo fa in modo disordinato ed a volte inoppotunamente. Tutti dico quasi tutti coloro che hanno avuto la possibiltà di RUBARE, politici e non lo hanno fatto senza limite e senza ritegno. Se avessero distribuito alle famiglie senegalesi i soldi che hanno rubato, nessuno vivrebbe ai sogli della povertà. Chi viene a Dakar, a parte il disordine e la salubrità, nota una grande contraddizione tra la povertà dichiarata e le migliaia di ville milionarie e la quantità di automobili di grande cilindrata; non parliamo di alberghi di gran lusso e locali diurni e notturni in quantità. Feste, moda, defilè, negozi ed altro abbondano: insomma quì amano fare la bella vita!E' questo sarebbe un Paese tra i più poveri? Il presidente eletto Maky Sall aveva promesso che avrebbe fatto chiarezza su tutte le questioni, ed effettivamente, la magistratura sta convocando i vari soggetti, ma a parte qualche caso eclatante, ci vorrà qualche tempo per mettere in prigione la gente che ha rubato. Ho l'impressione che sono più interessatri a recuperare i fondi trasferiti all'estero che imprigionare i colpevoli.
Il cosiddetto marabout Bethio è in prigione quale presunto mandante di due omicidi e non per altri motivi! Gli altri "religiosi" hanno approfittato della mancanza di fiducia dei cittadini verso i politici e non hanno fatto fatica a guadagnare le loro posizione. La religione musulmana esercita un grande potere sui cittadini, come in Italia, la chiesa negli anni '50. Ma con tutta onestà ritengo che sia lungi a pensare ad infiltrazioni di Alqaeda, anche se l'ignoranza ed il fanatismo abbondano, ma la gente di qui è tutta un'altra cosa. Almeno me lo auguro! Detto quanto sopra è opportuno precisare che in Africa la maggioranza dei politici gestiscono i Paesi come se fossero di loro proprietà, uomini e cose. Ma quando la comunità internazionale scarica quantità enormi di denaro senza controllare dove va a finire, c'è una complicità o cosa?
Che senso ha privarsi di qualcosa per aiutare chi ne ha bisogno quando poi va a finire nelle varie banche sparse per il Mondo? E' il mondo occidentale con la Cina, India, Iran ed altri Paesi a creare questi ladroni di MILIARDI quasi sempre impuniti. Perchè non si controllano i fondi umanitari e tutti gli altri fondi? Non ultimo: a Dakar c'è un palazzo di 5 piani adibito ad ufficio contro il lavaggio di denaro ed altro. Che sia proprio lì il centro.................. Continua....
Scritto da: Enzo Lucibello | 16/07/2012
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