22/06/2012

Le tasse comunali sono raddoppiate in 20 anni ma gli investimenti sono diminuiti di un terzo

Le tasse comunali sono raddoppiate in 20 anni ma gli investimenti sono diminuiti di un terzo

 

Il centro studi dello Svimez denuncia come dal 1991 le entrare tributarie delle amministrazioni siano aumentate (al sud addirittura triplicate) ma allo stesso tempo le spese per le infrastrutture per i cittadini siano drasticamenta calate

 

MILANO - Come in un giallo che si rispetti, per capire il colpevole bisognerebbe seguire la pista dei soldi. Chi ci ha guadagnato e perché? A denunciare il delitto è lo Svimez, il centro studi del mezzogiorno italiano, che negli ultimi anni si è segnalato per più di uno studio degno di nota. E anche questa volta colpisce nel segno. In sostanza, sostiene, gli italaini negli ultimi anni hanno pagato più tasse, senza ottenere in cambio più servizi. Anzi, li hanno visto drasticamente diminuire proprio sotto i loro occhi, nelle città dove abitano.

Non a caso, lo studio dello Svimez riguarda i tributi pagati dai cittadini agli enti locali. Ebbene, le entrate tributarie sono salite in venti anni, dal 1991 al 2010, del 151% nelle regioni del Sud Italia e dell'82% al Centro-nord. Tradotto in termini n termini pro capite, questo sognifica che negli ultimi venti anni le entrate tributarie sono raddoppiate nei comuni del centro-nord, passando da 224 euro nel 1991 a 408 euro nel 2010, ma al sud sono addirittura triplicate: i 121 euro del 1991 sono lievitati fino a 303 euro nel 2010.

Una manovra di drenaggio fiscale che in parte si spiega con i continui tagli ai trasferimenti destinatio dal governo centrale ai comuni. Ma i "sacrifici" dei cittadini non sono stati sufficienti per garantire il medesimo livello di servizi. In particolare, si è assistito a un progressivo calo di quelle che vengono definite le spese "in conto capitale" dei comuni italiani: si sono ridotte di un terzo nell'ultimo decennio. In particolare gli investimenti diretti, grazie ai quali si aumentano le infrastrutture pubbliche fruite dai cittadini, sono calati - in questo caso negli ultimi dieci anni - del 17,7%.

Un effetto perverso che con la recessione finanziaria si è acuito ancora di più: sempre lo Svimez ha calcolato che nel corso dell'ultimo anno, la spesa per investimenti è crollata di un ulteriore 5,3% e nel mezzogiorno del 5,7%. In sostanza, ci troviamo di fronte a un blocco quasi totale delle infrastrutture. Il che non aiuta certo la ripresa, anzi ha degli effetti del tutto opposti. Allora, viene da chiedersi dove siano finiti i soldi che i cittadini hanno versatoin misura sempre maggiore negli ultimi anni? Solo a pagare i maggiori tassi del debito pubblico? Escluso, visto che i tassi (e gli spread) sono schizzati verso l'alto solo da poco.

di LUCA PAGNI

Fonte repubblica

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