16/06/2012

Minori stranieri in Italia: +332% dal 2000 a oggi. Il 71% è nato nel nostro Paese

Minori stranieri in Italia: +332% dal 2000 a oggi. Il 71% è nato nel nostro Paese

 

Rapporto “Da residenti a cittadini” dell’Anci. Nel 2011 i minori con cittadinanza straniera residenti in Italia erano circa un milione (993.238). I minorenni sono il 21,7% della popolazione straniera e il 9,7% del totale dei minori (italiani e stranieri)

 

ROMA – Sono in aumento i minori con cittadinanza straniera regolarmente residenti in Italia: nel 2011 il loro numero complessivo è di circa un milione (993.238) con un incremento dal 2000 a oggi pari al 332%, sono cioè quadruplicati. Di questi sono sempre di più anche quelli nati nel nostro paese: costituiscono infatti il 71% dei minori stranieri residenti. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto “Da residenti a cittadini” reso noto oggi dall’Anci in occasione della Conferenza nazionale per la cittadinanza. Secondo l’indagine se la quota della popolazione straniera sul totale dei residenti (italiani e stranieri) è attualmente del 7,5%, i minorenni rappresentano il 21,7% della popolazione straniera (4.570.317) e il 9,7% del totale dei minori (italiani e stranieri).

A rappresentare i tanti figli di immigrati, nati in Italia ma ancora considerati “stranieri”, è intervenuta nel corso della conferenza Lamiaa Zilaf, dodicenne di origini marocchine ma nata e cresciuta a Reggio Emilia. La bambina ha spiegato cosa ha provato quando ha scoperto che gli altri la consideravano straniera: “non chiamatemi mai straniera o immigrata – ha detto – i miei genitori tanti anni fa hanno fatto la scelta di emigrare e sono venuti in Italia. Ma io non ho mai immigrato, sono nata in Italia, per cui mi sento italiana”. E rivolta al presidente della Camera Gianfranco Fini e al ministro della Cooperazione e integrazione Andrea Riccardi ha lanciato un appello: “concedete la cittadinanza italiana a tutti i nativi, risparmiateci tutti i problemi inutili che non finiscono mai, e smettetela di farci vivere situazioni, che ci fanno sentire quello che non siamo. Lasciateci studiare – ha concluso – e costruire il nostro futuro con serenità, e ricordatevi che italiani ci sentiamo dentro per davvero”. (ec)

 

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