21/05/2012
Imu, più esenti i ricchi dei pensionati poveri
Imu, più esenti i ricchi dei pensionati poveri
I dati delle Finanze: pagheranno solo 160 mila superbenestanti, il 30% non è tenuto Esenzione nulla per i proprietari di prime abitazioni con reddito sotto i 10 mila euroMolti di quelli che hanno più di 120 mila euro possono contare sulle basse rendite catastali
ROMA - L´Imu stanga, ma non tutti. O meglio, si accanisce soprattutto sulla categoria dei pensionati con redditi più bassi che, naturalmente, non possono beneficiare delle detrazioni previste per i figli a carico. Ai vertici della piramide, invece, i redditi più alti sentono meno la mano del fisco, almeno per la prima casa: oltre i 75 mila euro di reddito sono solo mezzo milione coloro che pagano l´Imu, il 72,2 per cento dei proprietari, come nella media, mentre il restante 30 per cento sfuggirà alla tassa. Ma c´è di più: buona parte dei benestanti hanno case nei centri storici e beneficiano dei vecchi accatastamenti con valori più bassi.
E´ questo il quadro che emerge, a circa un mese dal pagamento della prima rata dell´Imu (prevista per il 18 giugno), dai dati diffusi dal ministero dell´Economia dove si incrocia la tradizionale piramide dei redditi Irpef degli italiani con la griglia di chi paga l´Imu e chi no.
Il dato generale è che i contribuenti sono 41,5 milioni, di questi i proprietari di una prima casa in Italia sono 24,2 milioni, di cui 17,5 milioni, ovvero il 72,2 per cento, paga l´Imu (194 euro in media per ciascun proprietario). Ma che cosa accade all´interno della media nazionale? Nella fascia più bassa emergono le maggiori contraddizioni: gli italiani che guadagnano meno di 10 mila euro sono 14,1 milioni, solo la metà di questi possiede una casa (il 44 per cento), e di questi quasi tutti (il 94,8 per cento) cade sotto la tagliola dell´Imu. La lettura dei dati del Mef dimostra che il numero dei contribuenti che paga l´Imu si abbassa drasticamente quando si prendono in considerazione le famiglie con uno o più figli: è la dimostrazione che nella stragrande maggioranza si tratta di pensionati che non hanno avuto - come è stato richiesto da più parti durante la discussione del provvedimento - una detrazione specifica per la loro condizione.
Ai vertici della piramide la situazione è opposta. I contribuenti italiani che dichiarano oltre i 75 mila euro non sono molti, circa 790 mila: un numero assai limitato dovuto al fenomeno dell´evasione fiscale. Molti benestanti sono proprietari di casa: l´88 per cento. Quanti di loro pagano l´Imu? Il 72,2 per cento, esattamente come la media nazionale. Costoro possono infatti beneficiare delle detrazioni per figli che non sono parametrate al reddito, ma uguali per tutte le fasce sociali. Giusto o sbagliato che sia, è stridente il confronto con la categoria dei pensionati.
C´è poi un altro aspetto che emerge leggendo in controluce i dati del ministero dell´Economia. Se si prendono, ad esempio, i redditi sopra i 120 mila euro (dove coloro che pagheranno l´Imu saranno 160 mila) ci si accorge che la gran massa di questi contribuenti è concentrata su abitazioni che hanno una rendita media sotto i 500 euro e tra i 500 e i mille euro, segno che molti benestanti abitano nei centri storici e in vecchi quartieri ormai diventati di pregio, e che beneficiano dei vecchi accatastamenti meno cari.
A difesa dell´Imu è sceso ieri in Parlamento il viceministro dell´Economia Vittorio Grilli. L´Imu, ha detto, serve innanzitutto al consolidamento dei conti pubblici: cioè, ad esempio, a mettere al riparo l´Italia da altri attacchi speculativi. E poi, ha aggiunto, l´impatto sarà modesto: poco più alto di quello della vecchia Ici. Una esenzione dell´abitazione principale dall´Imu - ha spiegato Grilli rispondendo ad un "question time" alla Camera - «determinerebbe la concentrazione del prelievo sulle seconde o ulteriori case, e sugli immobili ad uso non abitativo». E non c´è nessun allarme: «Il gettito complessivo stimato derivante dall´Imu sulla prima casa - ha osservato Grilli - è di circa 3,4 miliardi, sostanzialmente equivalente a quello dell´Ici sull´abitazione principale (circa 3 miliardi)». La tassazione della prima casa, pur con le mitigazioni stabilite dalla disciplina Imu, ha proseguito Grilli, dà attuazione ad uno dei cardini del federalismo. Fonte: ROBERTO PETRINI - la Repubblica |
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Scritto da: Tatiana | 21/05/2012
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