29/09/2011

ECONOMIA Risorse per i servizi sociali dimezzate "Un salasso per anziani, malati e disabili"

ECONOMIA Risorse per i servizi sociali dimezzate "Un salasso per anziani, malati e disabili"

 

L'allarme dalla Conferenza Stato Regioni. Nel 2012 tagli ai finanziamenti nazionali,  ma anche ai ai bilanci regionali e comunali. "Sarà una guerra tra poveri, molte categorie a rischio"

 

ROMA - Meno posti negli asili nido, ma anche un calo dei servizi per anziani e disabili. Nel 2012 le risorse per i servizi sociali saranno dimezzate non solo per la mancanza dei finanziamenti nazionali, ma anche per i pesanti tagli ai bilanci regionali e comunali. L'allarme arriva dall'ultima riunione degli assessori regionali e comunali 1alle Politiche sociali e sindaci, che ricordano che dal 2010 tra Regioni e Comuni sono stati già eliminati oltre 10 miliardi a cui si aggiungono quelli dei ministeri. Questi ultimi contengono anche spese finalizzate per servizi sociali ed altre attività come, ad esempio, il sostegno agli affitti. In sostanza secondo gli amministratori locali le manovre finanziarie e particolarmente quelle che si susseguono dal 2010 hanno  "cancellato i fondi nazionali".

"Una guerra tra poveri". Il mancato rifinanziamento del Fondo per le non autosufficienze ha tolto benefici ad oltre 50.000 anziani così come i tagli subiti al Fondo minori e famiglie, impediranno la conservazione dei benefici in atto: almeno 20.000 nuovi nati non avranno la possibilità di entrare nei nidi di infanzia o di avere servizi dedicati. "Sarà una guerra tra poveri  -  spiega l'assessore Lorena Rambaudi che, per la Conferenza delle Regioni, coordina la Commissione politiche sociali - . Anziani, immigrati, disabili sono le categorie che verranno colpite dai tagli, ma  è ancora difficile fare previsioni

specifiche sui servizi che verranno tagliati. Saranno scelte dolorose per gli amministratori che dovranno scegliere dove intervenire. Noi non volgiamo essere i liquidatori dello stato sociale".

Famiglie a rischio. Le nuove misure economiche porteranno senz'altro a un impoverimento delle famiglie, soprattutto quelle con figli. Fra le emergenze anche la diminuzione delle prestazioni per i disabili e la riduzione dell'assistenza domiciliare e residenziale agli anziani e ai non autosufficienti. Per loro saranno diminuiti anche i supporti per il lavoro di cura privato, con l'aumento di uso inappropriato del Pronto Soccorso. Fra l'altro la limitazione della spesa sanitaria, che con l'aggravio dei  tagli al sociale, avrà diretta influenza sui costi dei servizi integrati per minori, disabili e anziani. Tutto questo, avvisa la Conferenza delle Regioni, porterà all'aumento "delle marginalità che andrà ad influire sull'incremento del disadattamento". Per affrontare la situazione la Conferenza delle Regioni  propone di riprogettare il sistema attuale "ma con una sufficiente disponibilità di risorse".

Ripensare il Welfare. "Si può riprogettare il Welfare, risparmiando risorse, quando è possibile. Siamo prontio a razionalizzare al massimo il settore  -  conclude Rambaudi  - Il sistema può essere 'ripensato', ma ricordando che i tagli non possono essere eccessivi, perché questo è un settore dove non ci sono sprechi di risorse".

La politica degli ultimi anni. Negli ultimi anni la distribuzione della spesa sociale tra le diverse aree di assistenza è stata a favore di minori e famiglia con il 40,2% a cui sono seguiti gli anziani con il 22,5%, i disabili con il 21,1%, gli interventi per il disagio e la marginalità con il 16,2%.

I dati. Se i tagli verranno confermati diminuiranno i posti nelle scuole, ma anche molti servizi. In particolare, nel triennio 2006-2008, sono stati: 260 mila i bambini accolti negli asili nido e servizi per la prima infanzia 40 mila i nuclei familiari e oltre 1 milione le persone singole seguite dai servizi sociali; -90 mila i disabili assistiti a domicilio e supportati nella scuola e nella formazione professionale; 400 mila gli anziani seguiti a domicilio di cui 250 mila nelle strutture residenziali; 280 mila le prestazioni di aiuto a persone appartenenti a fasce di disagio sociale.

 

Valeria pini fonte la repubblica

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